martedì 5 aprile 2016

I FILM, LE SERIE TV E LA PSICOLOGIA NELL'ERA DIGITALE



Eccolo, lo studente medio: faccia assonnata, stanca e mai soddisfatta. Essa è lo specchio di un mondo monotono nel quale lo studio, le lezioni e gli esami scandiscono il tempo e lo consumano. Nel lungo periodo (anche secondo la mia esperienza personale) le feste, i cocktail, gli aperitivi ed il fare baldoria diventano così ripetitivi da non trovare nessun piacere nemmeno ad uscire la sera a bere una birra con i propri amici. Potremmo quasi dire d'aver bisogno di uno svago dello svago, una sorta di pausa della pausa quando la prima diventa così lunga da essere noiosa. 

In cosa si rifugia, a questo punto, il nostro eroe quando tutto intorno a lui sembra essere buio, spento e meccanico? Serie tv e film, il fulcro della vita di uno studente universitario. 

È per questo che ho pensato ad una rubrica dedicata a chi è appassionato di cinema e di stagioni televisive, volendo descrivere i protagonisti delle diverse fiction nel modo più corretto e concreto possibile, analizzando in termini colloquiali la loro caratterizzazione psicologica, per poi cercare di capire cosa si può effettivamente considerare realistico e cosa è da additare a pura finzione cinematografica. Molte sono le esasperazioni a livello mentale e comportamentale nel cinema, ma non siate troppo limitati con l’immaginazione: molte volte mi è capitato di pensare che la fantasia superi la realtà ma spesso ho dovuto fare un passo indietro per accorgermi che l’uomo sa essere molto più creativo (nel bene o nel male) di quanto egli stesso possa ideare. Sapete dirmi, ad esempio, cosa hanno in comune “Il Silenzio degli Innocenti”, “Non aprite quella porta” e “Psyco”? Probabilmente no, ma vi sarà quasi sicuramente difficile credere che essi siano tasselli di vita di un solo uomo (sì, è stato capace di fare tutto ciò) realmente esistito, quindi è doveroso considerarli come “ispirati ad una storia vera”, frase che mette i brividi quando viene letta prima di un film cruento.  

Da qui nasce la nostra voglia di informare per rispondere ad una domanda: dove può arrivare la mente umana e come riescono i registi a coglierla nelle azioni dei personaggi che mettono in scena? Ovviamente le serie tv ed i film saranno uno spunto per rendere più concreti gli articoli di Psicologia man mano proposti, potendo così spiegare come l’alienazione mentale o alcune personalità particolari non siano poi così distanti dal nostro mondo e che non facciano esclusivamente parte di libri, film o riviste specializzate. 

Probabilmente il 5% di chi leggerà questo articolo non avrà mai a che fare con casi di schizofrenia, personalità paranoidi, autismo, borderline o personalità multiple. È per questo che, partendo da elementi tangibili tratti dalla cinematografia, sarà più semplice andare a snocciolare le caratteristiche di molti disturbi, avendo poi la possibilità di vederli in scena. 


Paolo Mazzaferro

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