Eccolo,
lo studente medio: faccia assonnata, stanca e mai soddisfatta. Essa è lo
specchio di un mondo monotono nel quale lo studio, le lezioni e gli esami
scandiscono il tempo e lo consumano. Nel lungo periodo (anche secondo la mia
esperienza personale) le feste, i cocktail, gli aperitivi ed il fare baldoria
diventano così ripetitivi da non trovare nessun piacere nemmeno ad uscire la
sera a bere una birra con i propri amici. Potremmo quasi dire d'aver bisogno di
uno svago dello svago, una sorta di pausa della pausa quando la prima diventa
così lunga da essere noiosa.
In
cosa si rifugia, a questo punto, il nostro eroe quando tutto intorno a lui
sembra essere buio, spento e meccanico? Serie tv e film, il fulcro della vita
di uno studente universitario.
È
per questo che ho pensato ad una rubrica dedicata a chi è appassionato di
cinema e di stagioni televisive, volendo descrivere i protagonisti delle
diverse fiction nel modo più corretto e concreto possibile, analizzando in
termini colloquiali la loro caratterizzazione psicologica, per poi cercare di
capire cosa si può effettivamente considerare realistico e cosa è da additare a
pura finzione cinematografica. Molte sono le esasperazioni a livello mentale e
comportamentale nel cinema, ma non siate troppo limitati con l’immaginazione:
molte volte mi è capitato di pensare che la fantasia superi la realtà ma spesso
ho dovuto fare un passo indietro per accorgermi che l’uomo sa essere molto più
creativo (nel bene o nel male) di quanto egli stesso possa ideare. Sapete dirmi,
ad esempio, cosa hanno in comune “Il Silenzio degli Innocenti”, “Non aprite
quella porta” e “Psyco”? Probabilmente no, ma vi sarà quasi sicuramente
difficile credere che essi siano tasselli di vita di un solo uomo (sì, è stato
capace di fare tutto ciò) realmente esistito, quindi è doveroso considerarli
come “ispirati ad una storia vera”, frase che mette i brividi quando viene letta
prima di un film cruento.
Da
qui nasce la nostra voglia di informare per rispondere ad una domanda: dove può
arrivare la mente umana e come riescono i registi a coglierla nelle azioni dei
personaggi che mettono in scena? Ovviamente le serie tv ed i film saranno uno
spunto per rendere più concreti gli articoli di Psicologia man mano proposti,
potendo così spiegare come l’alienazione mentale o alcune personalità
particolari non siano poi così distanti dal nostro mondo e che non facciano
esclusivamente parte di libri, film o riviste specializzate.
Probabilmente
il 5% di chi leggerà questo articolo non avrà mai a che fare con casi di
schizofrenia, personalità paranoidi, autismo, borderline o personalità
multiple. È per questo che, partendo da elementi tangibili tratti dalla
cinematografia, sarà più semplice andare a snocciolare le caratteristiche di
molti disturbi, avendo poi la possibilità di vederli in scena.
Paolo Mazzaferro
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