Iniziare
qualcosa è sempre difficile, entusiasmante, ma al tempo stesso avvilente.
Pensate alla dieta dopo le feste: tutti vogliono farla ma, arrivati al giorno
fatidico, c’è chi rinuncia e chi protrae l’azione fino all’estate, per poi
maledire sé stesso per non aver svolto un compito all’apparenza facile ma duro
da incominciare. Esageratamente bassa è poi la percentuale che mantiene la
promessa e la porta a termine. Questo è stato il nostro incipit in realtà: nata
l’idea, mancava il tempo materiale e, trovato anch'esso, la voglia era andata
scemando fino quasi a scomparire. L’unico appiglio è stato dato dall’interesse
per la Psicologia, rimasto così forte da farci decidere che sì, probabilmente
questa era la strada giusta.
Bene,
esisteva comunque un problema: come parlare di Psicologia differenziandosi da
tutti quei siti, pagine e blog che attualmente affrontano lo stesso tema? La
risposta è venuta da sé ed è risultata così chiara da esserne quasi
imbarazzati: dovevamo solamente cercare di trattare la materia come si fa con
la gastronomia, la dieta e come tutte le altre sfaccettature del vivere
quotidiano, ovviamente utilizzando un occhio prettamente (si spera) clinico,
con un linguaggio scevro da tecnicismi.
Per
nostro particolare scetticismo e per formazione scientifica, dubitiamo ogni
volta che ci imbattiamo in articoli riguardanti la Psicologia che, già partendo
dal titolo, sembrerebbero usciti dalle mani di un giornalista di rotocalchi o
da una rivista di gossip, come ad esempio: “I 5 ATTEGGIAMENTI PER VIVERE
MEGLIO”, “LE 7 TECNICHE PER FAR AUMENTARE L’AUTOSTIMA”, “I 10 COMPORTAMENTI DA
NON UTILIZZARE”. Questi titoli odiosi sminuiscono la Psicologia come scienza e
la pongono al pari di una buffonata tanto quanto la “DIETA DELL’ACQUA”, con la
quale si bevono 5 litri al giorno, non si mangia e si muore di stenti.
Perché
Io, Psicologo, dovrei insegnare ad una persona a vivere? E soprattutto, perché
essa stessa dovrebbe permettermi di farle da maestro quando poi, detto
sinceramente, la vita rimane la sua? Cosa ci fa pensare che qualche
atteggiamento, se modificato, porti alla pace dei sensi ed ad un nuovo e felice
modo di guardare la vita?
È
da qui che nasce la voglia di “ribellione pacifica” e di diffusione della
Psicologia che offra anche esclusivamente uno spunto di riflessione, non che
dia ordini. Non troverete quindi manuali, indici, consigli su come farsi
passare la cotta per la ragazza del vostro migliore amico o come evitare la
depressione bevendo Coca Cola. Troverete impressioni di chi scrive, pensieri
personali su argomenti comuni ed i motivi per cui il settore psicologico sia
tanto importante nella vita quotidiana. Ogni scrittore avrà il suo spazio
personale, una sorta di “rubrica di settore”, in modo da descrivere nel modo
più ampio possibile la sfera psicologica di cui si occupa. Gli autori sono
studenti e neolaureati che non vogliono presentare nulla di esageratamente
tecnico, ma esclusivamente comprensibile a chi, in questo campo, conosce
solamente Freud ed i consigli di Paolo Fox.
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