Avere una pagina bianca davanti a sé, crea sempre la
stessa sensazione di vuoto cosmico. A chi si vuole scrivere? Come si vuole scrivere? Forse la notte porterà consiglio? Forse potrei copiare l’incipit a effetto di un’opera a caso per dare un tono alle mie pagine?
Ma poi la domanda più semplice e allo stesso tempo più profonda ti illumina.
Perché sto scrivendo?
Perché sto scrivendo?
Da una parte ho iniziato a scrivere perché due intraprendenti colleghi avevano bisogno di una penna “esperta con i bambini” per iniziare un viaggio di condivisione e scoperta della Psicologia, d’altra parte perché nel corso degli ultimi sei anni ho conosciuto tanti bambini, e altrettante mamme e papà, che spesso preoccupati mi raccontavano della situazione problematica dei loro figli e del loro totale senso di impotenza di fronte alla loro situazione.
La questione a volte è proprio questa: le mamme e i papà si imbattono nel mondo dei “Disturbi dell’Età Evolutiva” e spesso sono disorientati da sigle che, invece di chiarire il quadro, possono creare ancora più confusione a chi non è del mestiere.
Questa rubrica vuole essere un diario di bordo di una neolaureata, diario che insieme a me si arricchirà delle prime esperienze nel “mondo vero”, quello al di fuori della biblioteca dell’Università.
Attraverso le mie riflessioni mi propongo di fare chiarezza sui temi legati alla “Psicologia dei più piccoli”, dei quali tanto si parla ma dei quali si sa in alcuni casi ancora poco.
Detto questo…si parte!
Valentina Baldassarri
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